PROGETTO DI ARRAMPICOTERAPIA

 

 L’abbandono scolastico rappresenta la dimensione più  pericolosa della dispersione scolastica, è altrettanto  vero che il  fenomeno in verità è molto  più complesso.  Lo stesso  termine “abbandono scolastico” si  presta a una  pluralità di  interpretazioni semantiche.  Rifacendoci alla letteratura scientifica di  derivazione anglosassone si definisce  l’abbandono scolastico come drop-out,  una definizione che risulta  riduttiva soprattutto se  viene riferita solamente allo studente  che lascia anticipatamente la  scuola. Si  possono avere, quindi, varianti diverse,  che non di  rado si intrecciano tra di  loro:

• i  “cacciati” (pushout),  ovvero giovani sgraditi  alla scuola, che di  fatto si attiva per  tenerli lontani da sé;

• i  “disaffiliati”  (disaffiliated),  ragazzi che non  sentono un legame con la  scuola e neppure con i  soggetti che la  rappresentano;

• le mortalità  educative (education mortalities), i giovani che per diversi motivi, tra cui  questioni di salute e problemi  familiari, non riescono a terminare il percorso scolastico;

• i “drop out capaci”  (capable drop out), studenti  che sebbene dimostrino di avere  ottime capacità nel seguire i programmi  non sono socializzati alle  richieste della scuola;

• gli studenti  che “stanno fuori” (stop out), allievi  che abbandonano per un periodo  limitato la scuola salvo farvi  ritorno o nel corso dello  stesso anno scolastico o in quello  successivo.

Ad  ogni modo, l’abbandono non è in grado  da solo di spiegare  l’intero fenomeno dispersione scolastica.  Si prendano  ad esempio tutti quegli studenti definiti “separati in casa” (in school drop out),  che sebbene siano presenti in classe  non sono motivati al raggiungimento  dei titoli scolastici. E  ancora quelli che solitamente vengono  presentati come i “parcheggiati”: gli studenti  che continuano a frequentare la scuola , ma senza essere sintonizzati con il sistema formativo,  che percepiscono come poco  importante  per la loro vita. Non rinunciano  alla scuola, giusto perché  hanno una rete amicale  estesa e non vedono  alternative valide  all’esterno. Quindi  la dispersione scolastica non può  essere limitata solo nel  momento dell’allontanamento dalla scuola, bensì  comprende tutti quegli atteggiamenti che  denotano una disaffezione nell’apprendimento e un disimpegno  emotivo della scuola  stessa: da questa prospettiva la dispersione  non si verifica con un vero  e proprio abbandono  scolastico, ma si  identifica con il giovane che  sebbene continui a frequentare la  scuola, ha un basso  rendimento seguito da una scarsa  fiducia nelle proprie capacità.

Obiettivi
Favorire il recupero del valore  culturale e ambientale del proprio  territorio .  Creare interesse per la scoperta  dell’ambiente e le pratiche sportive. Esprimere  in modo  creativo le varie conoscenze  acquisite. Promuovere la formazione di  una coscienza  ambientale - ecologica, legale,  inclusiva.

Potenziare  la  responsabilità  della gestione  dell’ambiente e della propria salute.  Scoprire e apprezzare  la  semplicità  di una giornata  a contatto con gli altri,  promuovendo socializzazione e integrazione.  Creare percorsi di orientamento  formativo.

Rendere  l’utente protagonista e partecipe  alla vita della comunità  programmando un modello di vita positivo  - Imparare vivendo e costruendo  attivamente un’esperienza .  Replicabilità delle buone  pratiche applicate.

Caratteristiche dei destinatari:  ragazzi a rischio di  dispersione scolastica – diversamente  abili – bisogni educativi  speciali – messa alla  prova

Il MODULO “Arrampicoterapia”  è inserito  all’interno del percorso “LAI ©  Laboratorio Ambientale Interattivo”. Il Modulo di  Arrampicoterapia  mira a far ritrovare  nel ragazzo le capacità  proprie disperse, a farlo  sentire partecipe e protagonista  alla vita scolastica e didattica,  ritrovando nella scuola un  luogo dove sentire il senso  di appartenenza  e,  dare una forma e un significato  comune ad  uno spazio  che non sarà concepito come spazio  fisico, ma come spazio dove mettersi  in gioco rivedendo i propri  comportamenti e  acquisendo competenze, recuperando  il “protagonismo” dei ragazzi  creando contesti di responsabilizzazione,  attraverso percorsi di  laboratorio  di Arrampicata Protetta,   lavorando sui processi di “integrazione”.

 Il  settore  di arrampicoterapia ®  nasce nel 1996 da esperienze progettuali con ragazzi a rischio  di dispersione scolastica e  diversamente abili delle periferie degradate  napoletane, i quali venivano  coinvolti in attività di Arrampicata  su roccia.  Questo  sport definito per  alcuni “off-limits”, ha dimostrato  che  i ragazzi riportavano grande  interesse sul piano  motivazionale, verificando miglioramenti nell'  integrazione, psico-fisici e  comportamentali degli stessi.

Per l’attuazione dello scopo prefisso  nel modulo dalla durata  di  30 ora  si  suddividerà in fase  teorica  e fase pratica

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